Cosa
ci può essere di più piacevole di lavorare con uno dei volti
più noti della televisione “storica” esistenti in Italia?
Per un reenactors ben poco altro. E’ per questo che i fanti del 9ème
Regiment Légèr, i cacciatori a cavallo del 1° Reale Italico
e i civili del Club Fiorile si sono massicciamente presentati a Forte Ardietti,
sede dei gruppi storici dell’Associazione Napoleonica d’Italia,
per ricostruire un campo napoleonico per uno Speciale Superquark che è
andato in onda in prima serata il 28 dicembre su RaiUno in occasione del bicentenario
di Austerlitz.
Questo a dimostrare che è sempre più stretto il legame tra la
televisione storica di qualità e il CERS, in tutti i periodi storici.
In realtà l’arrivo della troupe di Alberto Angela era stato preceduto
da un fitto scambio di e-mail, copioni, iconografie ed informazioni tra i
vertici dell’ANI e la regia dello Speciale e soprattutto da una visita
della regista Daniela Franco alla rievocazione di Peschiera di Luglio.
Il
Venerdì 18 ottobre la troupe proveniente da Cividale del Friuli, ove
avevano compiuto delle riprese per uno speciale su Carlo Magno, si è
fermata ad Arcole ove sono state fatte delle riprese all’obelisco, l’unico
originale rimasto in italia, e al ponte ove si svolse la celebre battaglia.
Il Sabato invece l’inizio delle riprese. Inizialmente concentrate sulla
sanità grazie alla fedele ricostruzione di una sala chirurgica da campo
operata dall’amico Nicola Cosentino con tanto di sangue e di operazioni
in corso.
Successivamente il set si è spostato al campo ricostruito dietro la
fortezza in un punto senza pali della luce e niente di moderno. Finalmente
uno scenario assolutamente realistico, nulla di moderno, neanche nelle tende,
un campo napoleonico come dovrebbe essere, le tende per le vivandiere nella
corretta posizione, la tenda del capitano, i fucili in fasci al perimetro
e le guardie sul perimetro esterno.
Lì
sono state girate le riprese per la scheda sull’armamento, l’artiglieria
e la cavalleria ed infine sul fuoco, il tutto mentre Alberto Angela commentava
e scattava decine di foto, ricordo per i suoi figli come lui stesso ammetteva.
La cosa che più ci ha stupito è stato il sistema di lavoro del
presentatore che basandosi su un canovaccio e grazie ad una serie impressionante
di domande riesce ad improvvisare davanti alla camera dando però l’idea
di un testo recitato in ogni sua parte.
La
giornata del sabato non è stata sufficiente e così si è
rimandato al giorno dopo le riprese sulla vita dell’accampamento. E
mentre tutti tornavano in auto Alberto ha voluto farsi la lunga passeggiata
fino al forte, circa due kilometri, a piedi assieme all’ultimo gruppetto
di fanti della neuvieme che rientrava. Si è parlato di televisione
culturale e meno culturale, di futuro della cultura televisiva storica in
Italia e abbiamo avuto il piacere di vedere che ciò che molti di noi
pensano sono anche patrimonio degli addetti ai lavori, o almeno di quelli
di livello.
La notte la pioggia è caduta copiosa e la mattina non è stata
da meglio, fino alle dieci ha piovuto e la regista era sul punto di trasferire
tutto il set dentro il forte modificando di molto tutto l’impianto della
puntata che doveva presentare un esercito in marcia. Alberto invece volle
aspettare e la sua costanza venne premiata dalla fine della pioggia. Sono
state così ricreate una serie di situazioni per illustrare la vita
negli accampamenti, l’arrivo di staffette, la cucina, l’equipaggiamento
e così via, il tutto per quanto possibile aderente a quello che era
la realtà storica.
E’
ovvio che solo una piccolissima parte del nostro sapere storico può
essere presentato in una trasmissione e questo qualche volta irrita il reenactor
che vorrebbe che fosse tutto spiegato nei dettagli ma è utopico pensare
che la televisione, uno strumento di sua natura “veloce” possa
dire ciò che solo un libro, uno strumento “lento” può
offrire. La televisione non potrà mai trasmettere la conoscenza storica
ma è sicuramente un modo per raggiungere molte persone ed appassionarle.
Poi alla fine ultimo colpo di scena quando finite le riprese bisognava fare
le riprese con Alberto Angela che andava via dall’accampamento, l’unico
problema era che i solerti fanti della 9eme avevano già iniziato a
smontarlo, ma dopo un momento di panico trovata la soluzione: i soldati napoleonici
smontano il campo e ripartono per Austerlitz dove li aspetta la gloria!!
Cosa rimane da dire? Ci auguriamo di essere stati all’altezza delle
aspettative e di essere riusciti, ad offrire un contributo di qualità,
da parte nostra rimarrà sempre un ricordo indelebile e bellissimo di
un week-end, talvolta faticoso, spesso divertente, comunque mai noioso con
uno dei volti più noti della televisione. Un volto che oltre ad esprimere
competenza, intelligenza e curiosità ha dimostrato di possedere quelle
doti di disponibilità, affabilità e simpatia, caratteristiche
delle persone di grande levatura intellettuale.
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