La
storia della 6ème Légère
Battaglie
1795: Pirmassens
1796: Loano, La Bicocca, Mantova and Castiglione
1800: Romano, Montebello, Marengo, Gazzoldo, Goito, and Pozzolo
1805: Elchingen, Ulm
1806: Jena and Lubeck
1807: Eylau, Peterswald, Guttstadt, and Friedland
1809: Villafranca, San-Payo, and Santiago
1809: Essling and Wagram
1810: Ciudad-Rodrigo, Almeida, and Busaco
1811: Fuentes-de-Onoro
1812: Salamanca
1813: Lutzen, Bautzen, Buntzlau, Kaltzbach, and Leipzig
1814: Champaubert, Vauchamps, Montmirail, Craonne, Orthez, and Toulouse
1815: Ligny and Wavre
Onori alla bandiera
Marengo 1800, Ulm 1805, Jena 1806, Eylau 1807, Friedland 1807, Essling
1809 e Wagram 1809
Colonneli comandanti
1791: d'Aymont de Contre- Eglise (Nicolas-Joseph) - Lieutenant Colonel
1791: O'Meara (Thomas) - Lieutenant Colonel
1793: de la Marle (Jean-Nicolas) - Chef de Bataillon
1795: Chataignier (Antione) - Chef-de-Brigade
1796: Dubot (Etienne) - Chef-de-Brigade
1796: Guerret (Jean-Baptiste) - Chef-de-Brigade
1799: Macon (Pierre) - Chef-de-Brigade
1803: Laplane (Jean-Gregoire-Barthelemy Rouger de) - Colonel
1807: Amy (Joseph) - Colonel
1810: Molard (Ennemond-Alexis-Joachim) - Colonel
1813: Zaepffel (Francois-Louis) - Colonel
1815: Villars (Jean-Jacques) - Colonel
Le origini
Alla fine dell’esperienza americana nel 1784 i corpi misti vennero
reintrodotti e 6 battaglioni di fanteria leggera vennero aggregati a
6 battaglioni di cavalleria leggera. Con il decreto del 17 marzo 1788
i battaglioni vennero nuovamente separati e quelli di cacciatori a piedi
vennero mischiati con i sei battaglioni di tre reggimenti di fanteria
di linea (Royaux Italien n° 65, Royaux Corses n° 100 e de Montreal
n° 106) per dare origine a dodici battaglioni di chasseur a pieds
denominati (da 1 a 12) Chasseurs Royaux de Dauphine, de Provence, Royaux
Corses, Corses, Cantabres, Bretons, d’Auvergne, des Vosges, des
Cevennes, des Gevaudan, des Ardennes e du Roussilon
Il primo problema è quali battaglioni pre-riforma 1788 diedero
origine a quali battaglioni di chasseurs poiché le compagnie
a piedi dei reggimenti di cacciatori vennero mischiate i taluni casi
con quelle dei reggimenti di linea poiché questi ultimi non avevano
l’addestramento e le conoscenze per operare come fanteria leggera.
Per alcuni è assai semplice poiché fu una semplice rimunerazione:
il vecchio 3° des Vosges diventò l’8° des Vosges,
il 4° des Cevennes diede origine al 9° des Cevennes, il 5°
des Gevaudan diventò il 10° des Gevaudan, il 6° des Ardennes
diede origine all’11° des Ardennes.
Il 1° Royal Italien (denominato così perché arruolava
italiani, diede origine al 1° Royaux de Dauphine e al 2° Royaux
de Provence, il Royaux Corses con il 3° Chasseurs des Pyrenees al
3° Royaux Corses e al 4° Corses. Con gli ufficiali e sottufficiali
in eccesso dal Royaux Italien e con i soldati del Montreal venne costituito
il 12° de Roussilon.
Il 5° (Chasseur des Cantabres) ed il 6° (Chasseur des Bretons)
vennero costituiti con gli Chasseurs des Alpes e le compagnie del Montreal.
Negli anni compresi tra il 1792 e il 1794 le faccende si complicarono
ulteriormente a causa dell’arruolamento di reparti di volontari,
che spessissimo si denominavano chasseurs, e delle varie amalgame (fusioni
di un battaglione di regolari con vari battaglioni di volontari, che
normalmente dei battaglioni avevano solo il nome perché erano
ridotti a semplici compagnie, in Demi-Brigade, nome rivoluzionario per
indicare i vecchi reggimenti, su tre battaglioni).
La 6° Demi-brigade de Infanterie Légère ebbe origine
come 1° battaglione Chasseurs il 27 febbraio 1793 con compagnie
prese dal 1° battaglione Chasseur (Royal de Provence che a sua volta
risaliva ai Royal Italien).
Nella prima amalgama (1° maggio 1794) diventò il 2° battaglione
della 19DBdeLè con l’8° battaglione des Vosges e il
7° de la Manche.
Nel frattempo il 25 giugno del 1795 a Belfort il 6eme Bataillon de Chasseurs
(Bretons), 8eme Bataillon du Calvados, 4eme Bataillon de Saône-et-Loire
davano origine al 2° battaglione della 6° DbdeLé che
veniva assegnata all’Armèe d’Italie.
Nella seconda amalgama (29 febbario 1796) il 2° battaglione della
19DbdeLè assieme ai chasseur de Saone-et-Loire,al 2° Chasseurs
réunis (Ch de Paris, de la Charente), al 6° battaglione Volontaires
pour la Vendée, al 9° Battallion de Paris e all’11°
Battallion de Paris (de la Repubblic), al 2° Battallion du Morbihan
e al 5° Battallion d’Orleans diede origine definitivamente
al 1° e 3° battaglione della 6° Demi-Brigade d’Infanterie
Légère assegnata all’Armèe de l’Ouest.
La Prima Campagna d’Italia
Giugno-Novembre 1795
Nel giugno 1795 il Comitato di Salute Pubblica aveva deciso di rinforzare
delle Armate d’Italia e un contingente di 15.000 uomini venne
distaccato dall’Armata del Reno e da quello della Mosella ed inviato
in Italia. Fra questi vi era il 2° battaglione del 6° leggero
che venne inseriti nella divisione di Serrurier che combattè
a Loano nell’ala sinistra attaccando le postazioni del San Bernardo
difese dal colonnello Colli di Felizzano.
Il 23 novembre la divisione di Serrurier attacca su tre colonne sbaragliando
subito i croati del corpo franco di Giulay, posizionato sugli avamposti
piemontesi del monte Pennino e successivamente due compagnie di cacciatori
sardi.
L’ufficiale piemontese non ha i tempo di ritirarsi sulle ridotte
del San Bernardo che queste sono attaccate ed occupate da un distaccamento
del sesto leggero che si celano dietro la chiesa e nei ripari offerti
dal terreno.
Serrurier nel corso della giornata tentò di invano di sfondare
ma i piemontesi, ricevuti rinforzi si trincerano e non appena la colonna
francese esce allo scoperto per l’assalto li respingono grazie
all’aiuto di una batteria composta di pezzi da 8 posizionata sul
Bric e sullo schiavo. Comunque Serrurier aveva raggiunto l’obiettivo
prefissatosi. Quello di impegnare le forze avversarie impedendo il loro
spostamento nel settore centrale della battaglia.
Novembre-Aprile 1796
Durante l’inverno la sesta Demi Brigade Légère è
di guarnigione a Priola ed è lì che la trova Bonaparte
al suo arrivo quale nuovo comandante in capo.
La divisione Serrurier era di copertura dell’armata per controllare
Ceva. Il sesto ora era l‘unico componente della brigata Fiorella.
Subito dopo la battaglia di Dego e della Pedaggera il sesto nella note
del 18 aprile entra in Ceva costringendo il presidio piemontese alla
resa. Il giorno dopo la Sesta, avanguardia della divisione, marciò
puntando sul ponte sulla Corsaglia ma dovettero riscontrare che non
era possibile né attraversare il torrente a guado e neppure superare
lo sbarramento di artiglieria che copriva l’accesso allo stesso.
Alla fine però i cacciatori della Sesta trovarono un acquedotto
in legno che permise loro di aggirare la posizione e prenderei slancio
la posizione di Briglia san Grato e di impadronirsi della batteria dei
Rocchini che venne girata contro i piemontesi in ritirata verso Briglia
sant’Anna mentre il secondo battaglione aggirava la Bicocca. Approfittando
del panico dovuto ad un’esplosione di una mina che aveva colpito
i piemontesi nel momento in cui rioccupavano la batteria detta del Cavallo
Fiorella era piombato alle spalle del villaggio costringendo alla resa
tutte le truppe piemontesi del Dichat e dello Scotti.
La Seconda Campagna d’Italia
Giugno 1800
Finalmente i tre battaglioni della Sesta Leggera si riuniscono e viene
scelta tra le unità degne di far parte dell’Armata di riserva,
unica componente della brigata Gency, divisione Watrin del corpo di
Lannes. Le demi brigade di Lannes ed in particolare la sesta leggera,
si erano guadagnate il rispetto di tutta l’armata. Berthier in
quelle settimane più volte ne aveva pubblicamente lodato la perseveranza,
l’abnegazione ed il coraggio. Era stata la prima ad attraversare
le Alpi. La mattina del 15 maggio il generale Malher alla testa della
6° demi-brigade légère aveva raggiunto il colle del
Gran San Bernardo.
Ed erano stati i carabinieri ed i cacciatori della sesta ad aver aggirato
i croati marciando alle due del mattino del 16 maggio rendendo così
vana la resistenza che gli austriaci avevano approntato in una strettoia
detta La Cluse.
Lannes stesso aveva guidato gli esploratori della sesta che avevano
percorso per primi il sentiero che permetteva di passare oltre il forte
di Bard.
Ed erano stati i due battaglioni della Sesta ad aver guadato coraggiosamente
il fiume della Chiusella costringendo la fanteria austriaca a ritirarsi
dalla difesa del ponte.
La mattina del 9 giugno a Casteggio Lannes, convinto di trovarsi davanti
solo una retroguardia nemica, aveva ordinato ai cacciatori della sesta
di occupare il villaggio, i fanti leggeri, in avanguardia al corpo di
Lannes entrano nell’abitato ma vengono respinti. Poco dopo mezzodì
l’intera divisione Watrin riprende l’assalto a Casteggio
ma anche gli austriaci hanno ricevuto rinforzi e la battaglia si spezzetta,
le prime case di Casteggio nei pressi di un ponte diventano teatro di
scontro senza quartiere ma solo l’arrivo della divisione Chambarlhac
avvea permesso di respingere le truppe austriache in direzione di Montebello.
E’ a Marengo che la sesta dipinge una delle sue pagine più
eroiche. Lannes guida le sue truppe alla riconquista della Barbotta
onde evitare che l’intero fronte francese venga aggirato sulla
destra.
La sesta e la ventiduesima sono incaricate dell’attacco, la cascina
è riconquistata in pochi minuti e gli austriaci in ritirata vengono
inseguiti dai dragoni di Champeaux. Watrin invia un distaccamento di
cacciatori della sesta sull’estrema destra verso Castel Ceriolo:
la sesta è l’ultimo reparto dello schieramento francese.
E’ qui che la sesta nell’attacco delle 13.30 austriaco subisce
perdite tremende ed è costretta a retrocedere verso San Giuliano
e Cascina Grossa dove resisterà fino all’arrivo del corpo
di Desaix per partecipare al contrattacco che travolgerà gli
austriaci.
Dicembre 1800
Il 20 dicembre la brigata Musnier (6mezza brigata leggera e 22 mezza
brigata di linea) della divisione Monnier raggiunge Gazzoldo degli Ippoliti
e prende contatto con gli austriaci sulla strada verso Goito, respingendoli.
Li' venne lasciato una compagnia carabinieri della Sesta, che subi'
un contrattacco massiccio, ma i carabinieri resistettero fino al ritorno
del resto della divisione, ritiratesi in quel di Gazoldo.
Il 25 dicembre l'avanguardia dell'Armee d'Italie è proprio il
corpo di Dupont e l'obiettivo è attraversare il Mincio, sbarcare
sulla riva est e creare una testa di ponte. Il compito è affidato
ai migliori della 6eme, della 22eme de ligne e della 40eme de ligne.
Il compito di comandare il drappello è pero' affidato al colonnello
Pierre Macon della 6eme legere. Sotto la loro protezione, i genieri
cominciarono a gettare il ponte di barche. Il ponte fu completato in
meno di due ore e la prima grossa unità ad attraversarlo fu la
6eme legere, con alla testa il generale Mousnier. Qui passarono un bel
guaio, perché furono subito contrattaccati e quasi dovettero
riattraversare il ponte, ma la grande batteria che sparava dalla riva
opposta li salvò. Poi la 6eme si schiera lungo il perimetro del
centro abitato di Pozzolo.
Nei violenti e ripetuti scontri della giornata del 25 dicembre la sesta
perdette anche uno dei suoi colonnelli, Sarret.
Per tutta la giornata si susseguirono attacchi a contrattacchi, Pozzolo
veniva conquistato e perduto e ancora riconquistato.
Durante la nottata tra il 25 e il 26 la 6eme, la 28eme e la 40eme respinsero
un violento contrattacco austriaco, evitando di essere ributtati sulla
riva ovest del Mincio.
La campagna del 1805
Grazie alla stupidità di Murat gli Austriaci tenevano ancora
il ponte sul Danubio a Elchingen, circa nove silometri ad est di Ulm.
La posizione difensiva austriaca, tenuta dal feldmaresciallo conte Riesch
con 8000 uomini (32 battaglioni e 12 semisquadroni di cavalleria) era
solida. Alle 8 del mattino Ney, addobbato con la grande uniforme, cavalca
fino al ponte di Elchingen ala testa della divisione Loison. Le compagnie
scelte del Sesto leggero nonostante la strenua resistenza del nemico,
respingono gli austriaci e riparano il ponte. Riesch osservando dal
villaggio, invia con l’appoggio di quattro cannoni due battaglioni
che però sono facilmente respinti. Ney attraversa il fiume con
i suoi battaglioni d’avanguardia . Egli stesso al comando del
1° battaglione del Sesto leggero si dirige verso l’abbazia
mentre il 2° battaglione del Sesto Leggero si spinge verso Ober-Elchingen
e i l1° battaglione del 39° di linea punta su Saint-Wolfang.
Il 1° battaglione del Sesto investe l’abbazia e un battaglione
austriaco (Spork) cade prigioniero. Negli scontri feroci il villaggio
viene raso al suolo, solo i muri restano in piedi. Riesch ripiega verso
Gottinga. Il cerchio francese si è oramai chiuso attorn oa Ulm.
Napoleone durante la speciale parata dei reggimenti che più si
erano contraddistinti, il Sesto leggero ed il 69° di linea, congratulandosi
con Ney per i successo disse: “L’abbiamo pagata cara; ma
essere chiamato duca di questa graziosa cittadina non è poi cosa
da buttar via. Che ne pensate?” Tre anni dopo Ney veniva nominato
Duca di Elchingen. Ney ebbe poi l’incarico di rappacificare il
Tirolo e fece il suo ingresso a Innsbruck il 5 novembre mancando così
l’appuntamento alla grande vittoria di Austerlitz.
La campagna del 1806
Battaglia di Jena del 14 ottobre 1806
Il Sesto leggero è inquadrato nella 1° Divisione Marchand
del VI corpo di Ney.
Intorno a mezzogiorno, quindi, cominciarono ad arrivare
il grosso delle divisioni Marchand e Gardanne del Corpo di Ney, i Dragoni
del generale Dominique Klein e la divisione Corazzieri del generale
Jean d'Hautpoul, che presero posizione nei pressi della Guardia imperiale.
Napoleone giudicò arrivato il momento di lanciare l'attacco decisivo
con la brigata Vedel (84° e 88° di linea) della divisione Suchet,
e la brigata Couroux (44° e 105° di linea) della divisione Desjardins,
tenendo in seconda linea il resto della divisione Marchand e la cavalleria
pesante agli ordini di Murat. L'attacco era sostenuto dall'artiglieria
disposta negli intervalli delle colonne d'assalto e dalla cavalleria
dei Corpi di Ney, Lannes e Augereau. Sotto la spinta francese, la linea
prussiana iniziò a cedere.
Mentre raggiungeva Kappellendorf, Napoleone ricevette
notizia che nei pressi di Isserstedt c’era ancora la divisione
sassone, forte di 8 o 9 battaglioni. La divisione sassone, che era stata
inviata da Hohenlohe a controllare la strada Weimar-Jena, non era stata
ancora impegnata, perchè Desjardins e Heudelet erano saliti per
la strada di Cospeda. Prima di lanciare all’attacco la divisione
Grawert, Hohenlohe aveva ordinato al comandante sassone Zeschwitz di
attaccare, soltanto quando le truppe di Grawert fossero sboccate da
Isserstedt. In seguito al fallimento dell'attacco di Grawert, Zeschwitz
era rimasto fermo sulla sua posizione.
Napoleone, avendo appreso durante l'inseguimento di Hohenlohe la presenza
di questa divisione, la fece attaccare dalle divisioni Marchand (Ney)
e Heudelet (Augereau), nonchè da qualche reggimento di cavalleria.
I Sassoni si difesere validamente, poi cedettero alla superiorità
e si ritirarono verso Weimar.
La campagna di Spagna (1808-1813)
La campagna di Spagna per il Sesto Leggero inizia da subito la campagna
con il 1° battaglione inserito nella Divisione Lapisse agli ordini
diretti di Napoleone nella forza di inseguimento di Moore. Successivamente
il 1° rimase in Spagna all’interno della divisione di Foy
e con questa combattè a Ciudad Rodrigo, Almeida, Bussaco, Fuentes
de Onoro.
A Salamanca (conosciuta anche come battaglia del Los Arapiles) il 22
Luglio 1812 nasce dal tentativo di Marmont di aggirare Wellington mentre
questo proseguiva nella sua ritirata.
Marmont ordinò inizialmente di disturbare la ritirata delle truppe
inglese e la brigata Chemineau della divisione Foy venne incaricata
di condurre l’attacco. Una violenta schermaglia si creò
quando i volteggiatori del Sesto Leggero cercarono di sloggiare il 2°
Cacadores e il 68th Foot dalle loro posizioni intorno a Neustra Senora
de la Pena. La battaglia per le rovine del villaggio, sull’estremo
fianco destro dello schieramento francese, durò per quasi nove
ore senza che la situazione si sbloccasse.
La battaglia terminò con una sconfitta francese a causa dell’eccessiva
lunghezza della linea che aveva assunto una forma a L e per la sconfitta
dell’ultimo attacco francese al centro fallito, come a Waterloo,
per la resistenza delle truppe inglesi e per l’ottima gestione
per le linee interne delle forze inglesi da parte di Wellington. Alla
fine della battaglia l’unica forza francese in grado ancora di
combattere era la divisione di Foy che dovette coprire la ritirata delle
altre truppe francesi nel giorno seguente. Il 23 luglio 770 dragoni
della King’s German Legion lanciarono un attacco contro il reggimento
di retroguardia della divisione Foy, il 76esimo di Linea, che però
respinse l’attacco con una salva contro lo squadrone di avanguardia.
I dragoni si ritirarono e il reggimento fece in tempo a formare il quadrato
e a respingere i cavalieri tedeschi. Putroppo in una seconda carica
un cavaliere cadde e il suo cavallo terminò la corsa contro il
quadrato creando un varco nel quale penetrarono altri cavalieri. Alla
fine il quadrato si ruppe e la fanteria francese si ritirò in
disordine. Avendo visto la situazione il battaglione di Foy più
vicino, il 1° del Sesto Leggero, si mosse in avanti in colonna verso
un terreno più alto a est. I dragoni diedero loro la caccia e
come i loro avversari si inerpicarono per la collina. I cacciatori iniziarono
a formare il quadrato e mentre si disponevano riuscirono a sparare una
serie di salve molto selvagge.
I dragoni però si accorsero che le compagnie poste nella parte
posteriore erano i ritardo e si lanciarono su di loro e dopo una confusa
e selvaggia meleè le respinsero. Nel frattempo le compagnie sul
fronte della colonna erano riuscite a fare un quadrato e a respingere
alcuni assalti ma ad un certo punto si trovarono disordinati dai fuggitivi
e dovettero ritirarsi verso gli altri due reggimenti della divisione
di Foy che avendo avuto tutto i tempo di formare dei quadrati a regola
d’arte respinsero i dragoni con forti perdite.
La campagna del 1813
La campagna del 1813 vide il sesto legero combattere su più fronti:
il 1° battaglione rimase in Spagna, il 2° battaglione inserito
nella Brigata Brayer dell’8° divisione Souham del III corpo
di Ney, il 3° battaglione inserito nella 1° brigata della 45°
divisione Razout del XIV corpo di St Cyr. I due battaglioni combatterono
al Katzbach, a Dresda e a Lipsia sia nel fronte sud, il primo giorno,
a fianco della 2° divisione della vecchia guardia, che nel fronte
nord il terzo a fianco della 27° divisione polacca di Dombrowski.
La battaglia del Katzbach del 26 agosto 1813
Alle quattro del pomeriggio l’8° divisione apparve sulla strada
da Schmmelwitz per Schmochwitz. Comandata da Brayer era supportata da
dal 10° ussari e dal reggimento dragoni del Baden. Sèbastiani
chiamò l’8° divisione in aiuto. La 1° brigata,
precedentemente sotto i comando diretto di Brayer , supportata dalla
cavalleria, avanzò, con la seconda brigata in supporto, per ridare
l’iniziativa ai francesi.
La 1° brigata, composta di otto battaglioni, sei di linea inquadrati
nel 10°, 14° e 19° reggimento di linea provvisori e dal
6° leggero provvisorio composto dal 2° battaglione del sesto
e dal 3° battaglione del 25° leggero, si schierò rapidamente
in colonna di battaglione. Sebastiani ordinò alla 1° brigata
di avanzare per supportare la cavalleria. A causa della pioggia, che
era caduta tutto il giorno, forse meno di 100 dei loro moschetti erano
in grado di fare fuoco ma loro avanzarono risolutamente sul campo di
battaglia. Isolati e senza artiglieria stettero nella piana in mezzo
alla cavalleria prussiana e russa. La 1° brigata fu oggetto di ripetuti
assalti ma tenne duro.
Alle sei la posizione di Brayer era diventata insostenibile. La sua
sinistra era scoperta e la sua destra stava per essere devastata dal
tiro di quindici cannoni. Due forti colonne di prussiani e un’altra
dozzina di cannoni avanzavano verso di lui, Lui riorganizzò la
sua vecchia brigata sulla cresta della collina e tentò di coprire
la ritirata del II corpo di cavalleria, ma le due colonne di fanteria
prussiana continuavano ad avvicinarsi. Quando furono a distanza utile
per il moschetto le sue forze ricevettero parecchie salve. Anche se
i Prussiani dicono che il loro fuoco cacciò i francesi dall’altopiano
sia Souham che Gerard nei loro rapporti affermano che la ritirata della
1° brigata fu esemplare.
La battaglia di Lipsia del 16-18 ottobre 1813
A Lipsia combattè solo il secondo battaglione poiché il
terzo era rimasto di guarnigione a Dresda con il XIV corpo.
Alle tredici l’8° divisione partì dalla sua posizione
e marciò da Schonefeld e Kohlgarten per muovere nelle posizioni
a destra della 2°divisione della vecchia guardia che era posizionata
tra Dolitz e Mark-Kleeberg dove arrivò alle diciassette.
Napoleone annunciò che la battaglia era vinta e le forze del
terzo corpo dovevano solo assestare il colpo di grazia e il terzo corpo
accettò l’invito e raddoppiò il passo per rilevare
le truppe che avevano combattuto tutto il giorno. Souham ordinò
a Brayer di spingere in avanti la prima brigata della sua divisione
per prendere il villaggio di Raschiwtz dove gli alleati avevano posizionato
una larga forza supportata da artiglieria. Il fuoco di questa artiglieria
stava dando parecchio fastidio alla linea francese. Ma il ponte era
stato distrutto e non c’erano guadi vicini cos’ la brigata
fu costretta a prendere riparo dietro un fosso. Un distaccamento del
6° Leggero attaccò una forza di 150 austriaci uccidendone
una gran parte e catturando tutti gli altri. Alle ventuno la brigata
si riformò con l’8° divisione.
La campagna del 1814
Nella campagna del 1814 il Sesto, come molti altri reggimenti inviati
in Spagna si trovò a combattere su due fronti: il 3° battaglione
nella divisione Ricard con Napoleone mentre il 1° e il 2° battaglione
nel sud della Francia nella Brigata Fririon della divisione Darricau
nell’armata di Soult dove combattè in tutte le battaglie
della campagna fino all’ultima battaglia a Tolosa.
Il capitano Guillaumet del sesto leggero sotto il comando del colonnello
Zaepffel nella brigata Boudin partecipò con il suo reggimento
alla campagna di Francia combattendo a Champaubert, Montmirail e Vauchamps.
Nel suo rapporto parlando in terza persona dice:
“A Marmont fu ordinato di attaccare Baye quando un fuoco di moschetteria
partì dal bosco. Marmont chiese al capitano Guillaumet di prendere
tre compagnie e esplorare il bosco e rientrare in fretta. Il capitano
era rimasto con soli tre ufficiali e 26 soldati a causa delle perdite
subite per la fatica ed i combattimenti continui. Il bosco era piccolo
ma molto fitto. Io piazzai i miei uomini in una singola linea di battaglia
distanti fra loro 5 o 6 piedi e ordinai loro di avanzare di 400 passi
con l’intenzione di portarli sulla destra fino a congiungersi
con la strada per Etoges dove potevo sentire fuoco di moschetteria.
Io ordinai con tutto il fiato che avevo: “Ruotate a destra!”
e nello stesso momento ricevemmo una scarica dal nemico nascosto nel
sottobosco, due dei miei caporali furono uccisi. Dal momento che il
fuoco terminò rapidamente così come era nato questo mi
suggerì che il nemico doveva essere stato sorpreso e aveva deciso
di fare fuoco tutti insieme.
A questo punto non esitai e ordinai”Avanti, carica alla baionetta,
lotta senza quartiere”. Quindici dei nemici vennero uccisi e gli
altri chiesero pietà. Erano russi che radunammo dopo aver fatto
gettare via le loro armi e i loro zaini. Erano così tanto che
ritenei che fosse meglio allontanarsi quanto prima dalle loro armi,
perché avrebbero potuto pensare di riprenderle non appena avessero
realizzato che erano dodici volte più di noi.
La notte stava cadendo e dovevamo uscire dal bosco il prima possibile
e così inviai un ufficiale, il sottotenente Lecomte, ad indagare
sulle possibili vie per raggiungere la strada per Etoges. Lui trovò
un sentiero di caccia che ci portò in circa venti minuti sulla
strada con la nostra colonna che aveva in testa un colonnello russo
e dodici ufficiali. Una volta sulla strada ci recammo verso la posizione
del Duca di Ragusa e del generale Ricard il quale non vedendoci rientrare
e sentendo il fuoco erano furiosi con me. Pensavano fossi stato catturato
con i miei 28 uomini. Quando fui vicino per farmi riconoscere mi chiesero
che cosa avessi combinato.
“Signori non siate arrabbiati con me, ho portato compagnia!”
Quando gli mostrai il colonnello e i dodici ufficiali i rimbrotti si
trasformarono in congratulazioni ed i maresciallo volle personalmente
contare i prigionieri che risultarono, senza contare gli ufficiali,
essere 360 tra sottufficiali e soldati.
“Capitano prenda i suoi prigionieri e li porti direttamente all’Imperatore
a Champaubert e gli chieda il grado di comandante di Battaglione, stavolta
non potete non ottenerlo!”
Il Capitano Guillaumet raggiunse Champaubert con la sua colonna di prigionieri
e lì fu ricevuto con stupore dal generale de Montesquiou ma non
vene ricevuto dall’Imperatore che era a pranzo con il maresciallo
Berthier ed il generale Olsufiev, catturato poche ore prima.
A quel punto arrivò il duca di Ragusa che mi chiese se avessi
già parlato con l’Imperatore.
“No signore.” Gli risposi.”Il generale qui non mi
fa passare!”
“Davvero” rispose il generale. “Il Maresciallo può
entrare ma non il Capitano!”
Così entrò il Duca di Ragusa. Quando l’Imperatore
lo vide gli chiese se avesse già pranzato e poi cosa fosse tutto
quel trambusto.
“Vostra Maestà ho qui fuori il coraggioso capitano dei
Carabinieri Guillameut che è appena arrivato con un intero battaglione
di russi che ha catturato con soli 28 uomini nel bosco di Champaubert.
“Ha, ha” disse l’Imperatore “”E’
buono che qui ci sia un capitano dei carabinieri!” E prese una
torcia e si sporse dalla finestra per vedere i 360 prigionieri. Girandosi
verso il Duca gli chiese:” Di che reggimento è il vostro
capitano?”
“Del Sesto Fanteria Leggera”
“E’ un buon reggimento! Era con me a Marengo! E cosa volete
per quell’ufficiale?”
“Il grado di Comandante di Battaglione, Sire! Era già stato
richiesto per lui due anni fa.”
“Bene, sarà promosso domani!”
Vedendolo così ben disposto il Duca chiese il grado di Maggiore
per il comandante di battaglione Philippe e l’indomani entrambi
fummo promossi ai nostri nuovi gradi all’interno del nostro buon
vecchio Sesto!
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