| L’Idea
Fin dalla nascita la rievocazione storica napoleonica,
in Italia, è stata orientata quasi completamente al mondo militare
rafforzando, nel pubblico, sempre di più l’idea che la
Rivoluzione e l’Impero siano stati solo una lunga serie di guerre,
battaglie, sangue e morti.
Nel mondo della rievocazione è stata così dimenticata
qual è la vera eredità di quel periodo e cioè lo
sviluppo tumultuoso della società, delle arti e della cultura
e della scienza.
Il trentennio che scorre dal 1789 al 1815 è la culla del Neoclassicismo
e dell’arte Orientaleggiante, che verrà ripresa nella Belle
Epoque, è all’origine del Romanticismo e del concetto di
nazione, del diritto basato sull’uguaglianza di tutti gli uomini
davanti alla legge.
Napoleone introduce la vaccinazione, premia Alessandro Volta, crea il
concetto di museo aperto a tutti, fa nascere i licei e l’istruzione
pubblica, razionalizza l’urbanistica.
Per l’emancipazione del mondo femminile la Rivoluzione è
fondamentale, si pensi solo all’introduzione del divorzio e dell’istruzione
pubblica femminile.
Nel 2004, con lo scopo di colmare questa lacuna nasce il Club Fiorile
che offre da un lato uno spazio agli appassionati del periodo e della
ricostruzione non militare e dall’altro al pubblico uno spaccato
della vita civile borghese e di corte del periodo napoleonico.
La parola Club è stata scelta per ricordare il periodo della
Rivoluzione ove i Club erano i luoghi di ritrovo della nuova società
mentre Fiorile, il nome repubblicano per il periodo del calendario giuliano
che va dal 15 di Aprile al 15 di Maggio, è stato scelto per il
suo richiamo al colore e alla gioia. Il logo, tratto da una lettera
originale della collezione Liberati, ed incentrato su una figura femminile,
ci ricorda le opere del Canova e la delicatezza dell’arte neoclassica.
Il Club Fiorile è aperto a persone di entrambi i sessi interessati
alla ricostruzione storica non militare ed offre spaccati di altissima
qualità rievocativa con figure di dame, ufficiali, commissari
ed rappresentanti del governo grazie ad una cura meticolosa dell’abbigliamento
e degli accessori, spesso anche ritrovati in originale.
I club a Parigi
Nei primissimi anni della Rivoluzione francese, a
Parigi, si assistette al fenomeno dei Clubs, luoghi di aggregazione,
soprattutto borghese ma aperti anche a classi più povere della
popolazione, generalmente artigiani.
I Clubs erano nati con lo scopo di coordinare l’attività
dei deputati presenti all’Assemblea Nazionale e che indicavano
di avere vedute simili sui problemi di importanza capitale quale la
scelta tra Repubblica e Monarchia, tra la guerra e la pace e così
via. Inoltre erano anche i luoghi ove si formava il consenso che doveva
supportare i deputati stessi. Nel giro di pochi anni vi fu in tutta
la Francia un fiorire di Clubs aperti in affiliazione con quelli di
Parigi.
I più famosi furono quelli dei Giacobini nato nel 1789 con il
nome di Società degli Amici della Costituzione e che prendeva
il nome dai Jacobin, il nome parigino per i Domenicani, visto che i
membri si incontravano nel monastero dei Domenicani. Vi era quello dei
Girondini così chiamato perché fondato da un gruppo di
deputati provenienti dal dipartimento della Gironda. Altro club famoso
fu quello dei Cordelieri fondato nel 1790 come Società degli
Amici dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino e così chiamato
dalla sede che all’inizio fu nel soppresso monastero dei Cordelieri
(il nome francese per i Francescani).
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